Il Cantiere

La Storia

Tutto inizia
nel 1957

La Ditta Fratelli Del Giudice nasce per fermo volere della loro Madre, la quale si prodigò con ferma convinzione affinché tale iniziativa fosse presa, quindi, l’iscrizione alla Camera di Commercio Industria ed Agricoltura di Sassari avvenne nel Gennaio 1957 ubicata in Palau in un capannone adibito a segheria di proprietà del Signor Battista Berretta di La Maddalena. Si inizia l’avventura alternata a lavoretti di poco conto, sino al 1958 data in cui si ebbe la commessa di un ottimo lavoro di trasformazione di una Imbarcazione da pesca a traffico turistico di proprietà di un certo Signor Romano Vincenzo di Cala Gonone. Tale trasformazione richiese 12 mesi circa di lavoro.

Si arrivò al 1959, a quella data, intanto, la loro madre terminava la costruzione della casa sita in Via G. Cesare a La Maddalena. Nello spazio sottostante si ricavò un camerone lungo 11×8 metri circa, che fu adibito a cantiere Navale. In questo locale si iniziò a fare sul serio, si acquistarono i macchinari necessari: pialla a filo, sega a nastro, affila coltelli e tanta attrezzatura utile per espletare l’attività di Cantiere Navale, si iniziò ad elaborare modelli e successivamente disegni di barche, quindi alla costruzione di barche di piccole e medie dimensioni. Era il tempo in cui l’amore per il mare era in fase di ascesa, nascono negli anni 60 i primi villaggi Turistici tipo Isuledda nel Golfo di Cannigione, per il quale Ente il Cantiere ha costruito 10 barche fra barche per la sicurezza e piccoli battellini per il divertimento dei gitanti, nonché, sempre,per lo stesso villaggio, barche a vela a spigolo per la scuola di vela.

A seguito della costatazione di aver acquisito molta credibilità da parte della Marineria locale e non, si decise di dare una svolta al nostro lavoro: si pensò di ampliare l’area di lavoro, ed allo scopo, si individuò una area Demaniale Marittima ubicata nell’allora nascente scalo nuovo, se ne fece domanda all’Autorità Marittima di La Maddalena la quale, in breve periodo di tempo concesse l’Autorizzazione all’occupazione. Si commissionò un capannone prefabbricato alla Ditta Peruzzi di Montepulciano di 200 metri quadri, e non appena ultimati i lavori avvenne il trasferimento di tutte le attrezzature compreso uno scafo in fase di ultimazione.
Sempre in quegli anni il cantiere si aggiudicò con la costruzione di barche da pesca e per la pesca dilettantistica, da mt 5,50 e mt 8 l’intero mercato di Santa Teresa Gallura.

In quegli anni sempre, nasce sull’Isola di Caprera il Centro Velico Caprera, con il quale il nostro cantiere, che nel frattempo aveva cambiato la sua Ragione Sociale da Fratelli Del Giudice a Cantiere Navale Caprera s.n.c. iniziò a costruire imbarcazioni di diverso tipo e dimensione; dalle barche a vela tipo Figarò, Mosqueter, Caravel come pure di tutte le barche per la sicurezza in mare, barche da mt.7,40 a battellini da mt.4,50. Le barche costruite per il C.V.C. sono elencate tutte nell’elenco di barche da noi costruite.

Nel periodo che va dal Settembre 1968 all’Agosto del 1969 il Cantiere realizzò un magnifico Leudo da m. 8,90 su commessa del Prof, Mattia Persiani. Detta Imbarcazione fu rilevata da un vecchio Leudo di proprietà del grande Marinaio Zio Pietrino Tavera, il quale a barca finita realizzò tutto l’Armo a vela Latina, la barca in argomento è passata fra le mani di parecchi Armatori, tuttora veleggia nel Mar Ligure, il nome di questa imbarcazione rispecchia fedelmente la sua importanza: Re Di Coppe. Di questa imbarcazione conserviamo gelosamente le seste nella speranza di poterne un giorno, realizzarne un’altra.

Che dire delle nuove costruzioni eseguite per i nostri Concittadini dal 1957 al 1970, peccato non poter dimostrare quante ne abbiamo costruito, il motivo? La mancanza dell’ anzi citato Registro come pure da parte nostra, la mancanza di un archivio, comunque confermiamo quanto riportato nella nostra precisazione descritta nelle prime righe riferita alla ricerca nell’allora Registro Navi e Galleggianti in Costruzione da me visionato alla data dell’entrata in vigore della legge che aboliva la obbligatorietà dell’iscrizione nel Registro delle barche al di sotto delle tre tonnellate, a quella data risultavano da noi costruite ben 175 imbarcazione che sommate a quelle successive costruite, delle quali forniamo l’elenco con citazioni di date e proprietari fanno un totale di circa 280 barche.

E necessario tener conto che, oltre alle nuove costruzioni, il cantiere si è dedicato in quei tempi, anche come attività secondaria, alle riparazioni che le vecchie barche richiedevano. Fra i lavori interessanti non si può ignorare di aver avuto l’onore di intervenire, mediante un lavoro molto accurato, sulla Imbarcazione d’Epoca denominata”Qyadrifoglio”, in effetti si trattava dello “Shamrock IV” di Sir Thomas Lipton che regatò per una delle gare di Coppa America. L’intervento si riferì nell’ installare a prora un propulsore per permettere all’imbarcazione di poter manovrare agevolmente nel porto di Santa Teresa Gallura ed inoltre si intervenne sull’albero.

Un altro intervento interessante il Cantiere lo realizzò sulla magnifica barca della Marina Militare Italiana ”Carolin,era un mese di Agosto, l’imbarcazione, donata alla Marina Militare regatava in occasione della Giraglia con forte vento di Maestrale, improvvisamente un colpo di mare preso a prua fu accusato negativamente dalla vecchia Signora, l’equipaggio si avvide che la barca presentava vistose fessure fra i comenti sui due masconi di prora ed in oltre vistose infiltrazioni di acqua provenivano dalla cassa di deriva, quindi il Comandante decise di dirottare per L’Arsenale di La Maddalena. Fummo allora convocati presso la Direzione di Marinarsen,ci accordammo per l’esecuzione dei lavori i quali si protrassero per tutto il mese di Agosto.

La barca fu varata a lavori ultimati con esito positivo,ricevemmo dal comandante dell’Imbarcazione, dall’equipaggio e dalla Direzione dell’Arsenale, degli ottimi riconoscimenti per la buona esecuzione dei lavori. Purtroppo con l’avvento del vetroresina che ha fortemente influenzato il mercato della nautica a scapito della costruzione in legno, ci siamo visti costretti a rivedere le nostre abitudini, quindi giocoforza, costretti a dedicarci prevalentemente alle riparazioni di barche in legno, di curare di più le operazioni di alaggi e vari, sia con lo scalo a scivolo che con le nostre due autogrù, una da 30 e una da 75, ed inoltre al posizionamento nella propria darsena di due pontili per ormeggio uno mobile l’altro costruito su palafitte.

Negli anni che vanno dal 1992 ad oggi, il Cantiere Navale Caprera ha realizzato lavori molto importanti, per ciò che riguarda restauri di Barche D’Epoca. Per questi lavori abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti, infatti,il restauro di un vecchio Leudo da m. 14 costruito nel lontano 1909 ci ha procurato una presenza nella trasmissione televisiva condotta dal Dott. Puccio Corona di Linea Blu di 15 minuti circa. Inoltre il mensile Yacht Digest nel suo numero 78 di Agosto 1996 ci ha dedicato due pagine menzionando nel contempo anche il restauro del Dalgra III da noi restaurato, una gloriosa imbarcazione classe 5,50 S.I.,che dopo il sapiente restauro ha conseguito ben due vittorie al campionato mondiale di classe. Siamo inoltre citati nel libro Vele D’Epoca di Flavio Serafini alla pagina 423, come curatori di barche d’epoca ed inoltre,la stessa imbarcazione e citata nello stesso libro a pagina 344 con notizie più dettagliate.

Purtroppo nell’Agosto del 2000 esattamente il 15, il cantiere ha subito una gravissima perdita, infatti Gino è deceduto lasciando un vuoto professionale ed affettivo nel contesto dei Mastri d’Ascia Maddalenini. A lui è stata dedicata una imbarcazione che porta il suo nome “Mastro Gino” la quale è stata realizzata dal cantiere per conto del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

Altri restauri sono stati effettuati su barche centenarie in questi ultimi anni, due molto significativi: il primo il restauro di una imbarcazione a vela di 9 metri appartenente al Signor David Ellis di Boston, il quale acquistò l’Imbarcazione in Inghilterra, la trasferì a La Maddalena e commissionò i lavori di restauro al nostro cantiere. L’Imbarcazione terminati i lavori fu trasferita, assieme al suo proprietario che allora era un dipendente della base Americana di stanza a La Maddalena, in America.

L’altro recente e significativo restauro e stato effettuato su di un Rivanetto Genovese di circa 95 anni lungo m.7,50 che appartiene ad l’Allevatore di Santa Maria Pietro Sanna, che invogliato dai Titolari del cantiere, lo ha fatto riparare quasi completamente, l’imbarcazione è stata consegnata ed è navigante anche a vela fra l’isola di Santa Maria e l’Isola Madre.
L’attività del cantiere prosegue positivamente sotto la direzione di Alberto noto Gioacchino, degnamente supportato dai tre ragazzi, Domenico, operaio qualificato da sempre alle dipendenze del Cantiere, da Davide figlio di Gioacchino operaio qualificato e da Chicco figlio del povero Gino operaio qualificato, tutti e tre degni prosecutori di quell’Opera che Gino e Gioacchino iniziarono più di 60anni fa, e che io, Gioacchino, spero sia trasmessa ai figli dei figli.

Mastri d’ascia si diventa dopo tanti…tanti patimenti

Gioacchino Del Giudice, noto Gioacchino
Mastro D’Ascia